La lezione affrontata oggi ha visto come tema la fotografia per i beni culturali, comprendenti architettura, scultura, pittura, arti minori e contemporanea.
Per Architettura s'intende sia d'esterno che d'interno:
Il banco ottico è lo strumento ideale per questo tipo di fotografia, anche se adesso con formati minori, e con il digitale, riusciamo ad ovviare ad alcuni problemi. Apparecchio che viene usato esclusivamente su treppiedi, semplice per quanto riguarda la struttura. La struttura del banco ottico è la stessa dall’invenzione del banco ottico ad oggi: abbiamo un corpo anteriore dove è montato l’obiettivo, un corpo posteriore dove viene inserita la pellicola ( qui si parla di pellicola piana), il dorso anteriore e il dorso posteriore sono collegati tra di loro con un soffietto estensibile. Il soffietto permette di avvicinare o allontanare i due corpi permettendo la messa a fuoco. La messa a fuoco viene fatta tramite delle ghiere che distanziano il piano pellicola dall’ottica. Nella parte posteriore viene inserita la pellicola, un foglio della pellicola è ovviamente per un unico scatto. Riguardo le ottiche, queste che vengono usate per il banco ottico sono ottiche fisse.
La parte posteriore non è un mirino è semplicemente un vetro smerigliato. Serve sicuramente un panno nero che ci protegga dalla luce del giorno quando scattiamo, altrimenti non riusciamo a vedere bene attraverso il vetro smerigliato. Sull’ottica troviamo anche otturatore, diaframmi, tempi di scatto…. troviamo tutto sull’obiettivo. PELLICOLE PER IL BANCO OTTICO: La pellicola è piana, quindi un foglio di acetato. E ci sono delle tacche di riferimento per l’inserito della pellicola nel porta pellicola( che si chiama Chassis). La pellicola va inserita in un ambiente completamente scuro, completamente nero. Lo chassis è doppio, perché accetta una pellicola da un lato e una pellicola dall’altro. Quindi con uno chassis due scatti massimo. Una volta che la pellicola è inserita nello chassis, serve un tappo che deve essere inserito sopra per far sì che la luce non entri. Al momento dello scatto si toglie il volèè(copri-pellicola ), e si può scattare. Fin quando non si scatta l’otturatore, anche se impostato, rimane chiuso per far sì che non entra luce prima dello scatto. Il volèè dopo lo scatto va rimesso. E va rifatta la stessa operazione per la pellicola posta al lato opposto dello chassis.
Questa macchina va usata per una serie di motivi: questa macchina ha la possibilità di decentrare l’ottica. La cosa più importante è il decentramento.
Altro fattore importante è che te devi mantenere sempre il rapporto proporzionale.
È importante in questo genere di fotografia la profondità di campo. È importante la messa a fuoco, perché ne avrò diversi. Maggiore è la profondità di campo maggiore saranno le zone nitide e i dettagli. Per avere una maggiore profondità di campo, quando fotografiamo, dobbiamo avere un diaframma chiuso.
Scultura:
Per la scultura si usa la fotocamera a medio formato. In questo settore le fotocamere ottimali sono fotocamera di medio formato. Formata da ottica, parte centrale ( con la manovella per l’avanzamento della pellicola ), e il porta-pellicola ( che è uno degli elementi di forza di questa macchina perché essendo intercambiabile possiamo, senza la necessità di termine il rullo, passare dal colore in bianco e nero attraverso i dorsi porta-pellicola ). Naturalmente il medio formato ha bisogno di ottiche proprie, quindi ogni marca utilizza le proprie ottiche ( anch’esse molto costose ). Le pellicole per il medio formato sono le pellicole in rullo; l’altezza è di 6 cm per questa pellicola, poi se io utilizzo una assemblad avrò un negativo 6x6.
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